Non è peccare di hybris ispirarsi ai mostri sacri. A volte, per dire, vengono partorite produzioni interessanti, con un carattere proprio e dalle potenzialità promettenti sul mercato. Questo è senz’altro il caso di Ereban: Shadow Legacy, un titolo indie sviluppato dalla software house spagnola Baby Robot Games, che ha ambientato la sua avventura in un mondo cyberpunk dominato da corporazioni e tecnologie strabilianti. Nei panni della protagonista Ayana, ultimo membro di una razza dimenticata, il gamer impara fin da subito che per procedere nel videogioco conta soprattutto saper rotolare nell’ombra.
Ereban: Shadow Legacy, la recensione
Prima di affrontare il gameplay di Ereban: Shadow Legacy, con il suo combay system che omaggia IP leggendarie come Metal Gear e il suo approccio molto stealth agli scontri, dobbiamo soffermarci sul primo elemento che colpisce. Ovvero, la grafica. Gli sviluppatori spagnoli hanno puntato molto su questo comparto nel loro titolo di debutto, realizzando un videogioco che stupisce per la sua freschezza.
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Gli ambienti sono caratterizzati da una cura davvero certosina soprattutto negli sprite dei personaggi e dei robot che andremo ad affrontare. Tutto attorno il mondo offre scenari di civiltà cadute, di dittatura cibernetica, di tecnologia dominante. E visto che l’occhio vuole la sua parte, non si può che apprezzare il risultato finale.
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Veniamo ora all’impianto ludico. Nei primi istanti di gioco si ha modo di affrontare il veloce tutorial in cui destreggiarsi con il potere di Ayana. Premendo un tasto, la combattente entra come in un’altra dimensione, divenendo un’ombra che sfugge a ostacoli e leggi della fisica (si può rotolare scivolando in risalita lungo una parete verticale).
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Questa è la meccanica principe che conia il marchio di fabbrica di Ereban: Shadow Legacy. Un titolo platform in cui i combattimenti non avvengono faccia a faccia, ma sapendo gestire un potere così letale – l’invisibilità sul campo di battaglia – per guadagnare posizioni di vantaggio e cogliere i nemici di sorpresa.
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Evitate di partire lancia in resta e concentratevi su una paziente attesa, studiando i pattern avversari, i loro movimenti, di modo da capire come intrufolarsi in uno spazio aperto senza che nessuno noti la vostra presenza. Almeno non prima di eliminare il nemico con un pugnale molto affilato in dotazione. Oltre ai combattimenti è fondamentale il tempismo nei movimenti proprio per non attirare l’attenzione.
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La storia di Ereban: Shadow Legacy si inserisce in narrative già viste e apprezzate. Senza una sottotitolazione in italiano, il videogioco merita soprattutto per l’offerta nel gameplay. Come opera prima di una software house è un valido punto di partenza che, al netto di qualche bug, ci consente di allargare il bacino degli indie che vale davvero la pena giocare.