Chi l’ha detto che la dichiarazione dei redditi debba essere noiosa? Negli Stati Uniti, la startup Open Ledger ha lanciato PokéTax, un videogioco che trasforma la noiosa attività fiscale in una sfida in stile Pokémon. Invece di affrontare moduli, gli utenti si confrontano con “Tax Trainer” che rappresentano diverse sezioni della dichiarazione fiscale, come redditi, detrazioni e crediti. Ogni capopalestra pone domande mirate per aiutare i giocatori a completare correttamente la propria dichiarazione e pagare le tasse senza errori. Di recente abbiamo scritto dell’AI di Anthropic, molto brava a quanto pare a giocare a Pokémon.

Pagare le tasse può essere “divertente”?
Questo approccio ludico alle tasse e alla fiscalità non è del tutto nuovo. Nel 2023 sempre negli Stati Uniti era stato lanciato Tax Heaven 3000, un simulatore di dating che aiutava gli utenti a preparare la dichiarazione dei redditi attraverso appuntamenti virtuali con un avatar di nome Iris. Ma è rimasto attivo soltanto per l’anno fiscale 2022.
Veniamo all’Italia. Immaginate un’app che trasformi la compilazione del Modello 730 in una sfida avvincente, magari ambientata tra i monumenti storici del nostro Paese, con “Maestri delle Imposte” che pongono quesiti su detrazioni per ristrutturazioni edilizie o bonus cultura. Oltre a rendere più digeribile un obbligo spesso percepito come gravoso, potrebbe aumentare la consapevolezza fiscale dei cittadini, riducendo errori e, chissà, magari anche l’evasione.
In un’epoca in cui la gamification conquista settori impensabili, chissà che qualche startup italiana non raccolga la sfida, trasformando il temuto appuntamento annuale con il fisco in un’esperienza, diciamo, divertente. In attesa che la sfida venga raccolta, gli appassionati di Pokémon possono consolarsi.