firmedalfuturo

Attraverso storie e dati scientifici Amy Edmondson, al primo posto nella classifica globale Thinkers50 dei migliori studiosi di management, ci spiega come sostituire la vergogna e il senso di colpa legati al fallimento con la passione per la vulnerabilità, la curiosità e la crescita personale. Per la rubrica Futuro da sfogliare un estratto de “Il Giusto errore”, edito da Egea, la casa editrice dell’Università Bocconi

Negli anni ’70 Procter & Gamble fu colta di sorpresa quando la rivale Colgate lanciò sul mercato una saponetta bianca e verde che aveva successo grazie… al colore rinfrescante. La necessità di controbattere insegnò al team come invece di rispondere a testa bassa sia sempre meglio porsi le giuste domande. La lezione di fallimento di questa settimana dalla penna dell’economista Francesca Corrado

Elettrodomestici che funzionano solo su abbonamento, ebook che svaniscono dopo essere stati acquistati, soldi immobilizzati nei wallet digitali e videogame scaricati da store online. Nell’indifferenza generale, la digitalizzazione sta cambiando il nostro rapporto con gli oggetti come ci racconta Jacopo Franchi con un estratto dal suo ultimo libro “L’Uomo senza proprietà” edito da Egea, casa editrice dell’Università Bocconi

Le grandi piattaforme come Tubi, Netflix, Amazon Prime non sono più solo canali di intrattenimento ma funzionano come potenti mezzi di raccolta dei dati degli utenti, sfruttando le più avanzate tecnologie di marketing digitale e Intelligenza artificiale. Ma anche i principali produttori di Smart TV svolgono un ruolo cruciale in questo “sistema di video-sorveglianza”. Il nuovo appuntamento con Privacy Weekly

Ben Buchanan e Andrew Imbrie, tra le menti più brillanti legate all’uso sicuro e consapevole dell’IA e nel comitato governativo di Biden, riflettono sulla portata della rivoluzione tecnologica individuando vantaggi e rischi. Per la rubrica Futuro da sfogliare un estratto del loro libro “Guerra, pace e democrazia nell’era dell’intelligenza artificiale” edito da Egea, casa editrice dell’Università Bocconi

Matteo Beccatelli a soli 30 anni ha creato un dispositivo capace di leggere lo stress di alberi e arbusti, permettendo agli agricoltori di intervenire in tempo così da salvare le colture. Col fratello Tommaso, che di anni ne ha 25, ha lanciato la startup Plantvoice. «La sensoristica attuale perde qualcosa di essenziale: “l’umanità” della pianta, l’essere vivente che c’è sotto foglie e corteccia». La nuova storia della rubrica Venti di futuro