AFFRAID si presenta come un titolo d’azione-horror che non si prende per nulla sul serio. Strizza l’occhio a mostri sacri del passato ma la cosa che più spicca (sempre all’occhio) è la protagonista, sfacciatamente sexy e fuori luogo per le situazioni caotiche che dovrà affrontare. Il gioco, sviluppato da Oedipe Games e disponibile su Steam, si ispira ai meccanismi di combattimento di Resident Evil 3 ma con molta più leggerrezza. Il mix di orrore, azione e una vena narrativa esagerata ha l’effetto di una grande trashata gaming.

AFFRAID, la recensione
Il gameplay ricalca schemi già noti. E la storia non brilla particolarmente: siamo stati rapiti, guarda caso, da una azienda farmaceutica gestita da criminali. Vogliono condurre un esperimento su di noi. Ma l’unico ad avere il polso sull’avatar per quanto riguarda le personalizzazioni è il gamer. Non mancano gli easter egg e i riferimenti ai classici dell’horror.

La narrazione si nutre di cliché: di nuovo, il rapimento di una giovane top model è quantomeno banale. Tutto è esagerato e, se decidete di giocarci, non dovrete farvi troppe domande. A livello grafico la software house ha volute rendere i corridoi stretti e claustrofobici: nel complesso è appena sufficiente, considerando che le atmosfere sono perlopiù semibuie.

In conclusione, AFFRAID è un titolo che non nasconde affatto il fanservice, anzi lo serve su un piatto d’argento. L’ennesima storia horror con una fanciulla in mezzo: nulla di rivoluzionario, ma nemmeno di sconvolgente.