In queste ore il malcontento dei fan Nintendo è palpabile sui social: Switch 2 per molti costerebbe troppo. E anche i suoi giochi (Mario Kart World infrangerà la soglia psicologica dei 90 euro) costeranno troppo. Cattive notizie in vista potrebbero esserci poi per l’utenza americana che potrebbe subire nuovi rincari per via dei dazi svelati nella notte italiana da Donald Trump.
Switch 2 colpita dai dazi USA?
Nintendo aveva già spostato parte della produzione dalla Cina ad altri Paesi asiatici per tutelarsi da mosse ostili di Washington contro Pechino ma potrebbe essere stata comunque presa in contropiede dalle ulteriori tariffe applicate a Vietnam e Cambogia che vedranno tassate le proprie esportazioni rispettivamente del 46% e del 49% alla frontiera americana. Una situazione che potrebbe far lievitare i prezzi per i consumatori americani del 35% o più. E già si parla di console prossime al prezzo di 600 dollari.

Secondo altri analisti, Nintendo avrebbe accelerato nei primi mesi di quest’anno la spedizione di Switch 2 negli USA proprio per mettere al sicuro almeno il primo quantitativo dall’aumento dei balzelli doganali, ma si tratterebbe comunque di una quantità esigua, pari a un milione di unità (la Casa di Kyoto spera di sfiorare i 15 milioni di console vendute nel primo anno di vita). C’è comunque chi sostiene che Nintendo possa anche aver già incluso nei 450 dollari di listino un margine di sicurezza per assorbire i dazi. Tuttavia difficilmente il colosso nipponico del videoludo poteva attendersi dazi tanto forti contro Vietnam e Cambogia, entrambi Paesi strategici nella filiera di Switch 2.
L’allarme del mercato USA
La Consumer Technology Association (che annualmente organizza il CES) monitora da tempo l’aumento dei prezzi a causa dei dazi e ora è altamente preoccupata: “Le tariffe globali e reciproche del presidente Trump sono enormi aumenti delle tasse per gli americani che stimoleranno l’inflazione, uccideranno posti di lavoro su Main Street e potrebbero causare una recessione per l’economia statunitense”, ha affermato oggi in un comunicato stampa Gary Shapiro, CEO del gruppo. “Queste tariffe aumenteranno i prezzi al consumo e costringeranno i nostri partner commerciali a reagire”.